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Dribbling

•⚽️" Il Calcio è la cosa più importante delle cose non importanti" -------------------------- •🇮🇹/🇬🇧/🇪🇸/🇩🇪/🇫🇷/🇪🇺/🌎 -------------------------- •📷

🇵🇱 È possibile rinascere due volte? Se c'è una cosa che un calciatore non vorrebbe mai sentirsi dire in carriera è: "Ti sei rotto il legamento crociato". Beh, nelle orecchie di Arkadiusz Milik, questa frase, è risuonata per ben due volte. Due infortuni al legamento crociato anteriore: il primo nel 2016, al ginocchio sinistro, che ne frenò bruscamente l'avventura in maglia azzurra proprio all'inizio, sul più bello, dove si era presentato al San Paolo con una doppietta al Milan. Quando il peggio sembrava passato, un anno dopo, un'altra volta il ginocchio fa crack, questa volta è il destro. Operazioni chirurgiche, riabilitazioni interminabili, non si vedeva mai la luce in fondo al tunnel. Quest'anno, il terzo in Serie A, sembra davvero l'anno buono. Sono già 11 i gol in 17 partite di campionato, 8 centri nelle ultime 8, dove il polacco, con Carlo Ancelotti in panchina, sta dimostrando di aver preso in mano l'attacco partenopeo, caricandosi sulle spalle più di una semplice squadra, ma una vera e propria religione calcistica, risultando decisivo in più di un'occasione, con ancora dei margini di crescita incredibili. Perché si può cadere mille volte, le cicatrici rimarranno per sempre, è inevitabile, ma come si può cadere, si può anche tornare ad essere più forti di prima, nel calcio, e soprattutto nella vita. È possibile dunque rinascere due volte? La risposta è sì. Se ti chiami Arkadiusz Krystian Milik. @driibbling ✍🏼 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️🔥
🇦🇷 Punizione dal limite. Il Camp Nou inizia a battere le mani a ritmo, come fosse un rito, sta invocando il suo Dio. È un momento sacro. Unico. Il "Diez" a quel punto prende la palla tra le mani, la posiziona sul manto verde, con quell'odore inconfondibile, ormai quello è il suo giardino di casa, lo conosce meglio di qualsiasi altra cosa. Il portiere avversario cerca di mettere i suoi uomini più fidati in barriera, suda freddo, sa già che sarà tutto inutile, deglutisce, i suoi occhi parlano chiaro, vedono già tutta la scena, come in una sorta di deja vu. Una piccola rincorsa, con l'urlo di quasi 100.000 persone ad invocare il suo nome. È tutto pronto. Uno sguardo alla porta. Prende la mira. Pennellata di sinistro. Gol. L'ennesima magia del "Dios del Fùtbol". 12 gol e 8 assist nelle ultime 10 partite di Liga. Intramontabile. Imparagonabile. Infinito. Lionel Andres Messi🐐⚽️🔥 @driibbling ✍🏼 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
🇪🇬 Momo Salah è il giocatore più veloce, assieme a Fernando Torres, a raggiungere 50 gol con la maglia del Liverpool in Premier League. Il Faraone di Anfield ha impiegato 72 partite per raggiungere questo risultato ( media di 0.69 gol a partita). Solo 3 giocatori sono riusciti a segnare così tanto in meno tempo: •Van Nistelrooy (68) •Alan Shearer (66) •Andy Cole (65) Leggenda 🔴⚽️🔥 @driibbling ✍🏼 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
🇨🇴È tornato il prodigio colombiano, è tornato soprattutto a modo suo, con due gol strepitosi, il secondo, una magia da stropicciarsi gli occhi : dribbling sontuoso prima della metà campo, e cavalcata solitaria palla al piede fino a concludere, con freddezza e precisione, alle spalle di Audero. Perché possono passare gli anni, e possono esserci alti e bassi, ma la classe e il talento, non passano mai. Bentornato Luis 🇨🇴⚽️🔥 @driibbling ✍🏼 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
🇨🇴Willy Rodriguez, uno dei suoi primi allenatori ai tempi dell'America Calì, cominciò a chiamarlo "El Ternero", ovvero "Il vitello". Un soprannome nato dai versi, simili a quelli del bovino, che il giocatore emetteva ogni volta che sbagliava un gol, una giocata, e si arrabbiava con se stesso. Sarà anche per la stazza, che lo fa assomigliare ad un vitello, ma in campo Duvan Zapata sembra un vero e proprio toro, ultimamente vede rosso in ogni partita. 14 gol nelle ultime 8 partite e aggancio in testa alla classifica marcatori al pari di CR7. Gol singoli, doppiette, tripletta e ora anche un poker. Segna in tutte le maniere, sotto Gasperini è definitivamente esploso. A 27 anni è pronto a mettere l'Italia ai suoi piedi. Duván Esteban Zapata Banguero, "El Ternero" al servizio della Dea. ⚫️🔵⚽️🔥🐂 @driibbling ✍🏼 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
🇮🇹"Quando ci sono arrivato non c'era assolutamente l'idea di arrivare in prima squadra e fare il calciatore. Era solo un bel modo di giocare, per giunta con il privilegio di poterlo fare con la maglia della squadra del cuore. Man mano che passavano gli anni il gioco si è trasformato in passione e poi in professione." . A 7 anni entra nel settore giovanile della Juventus, da lì, nasce una delle storie d'amore più belle della storia del calcio. 24 anni con la maglia bianconera come seconda pelle, 389 partite, 37 gol e 42 assist, fino alla separazione la scorsa estate, nel modo più ingiusto, come da separato in casa. Perché lo sappiamo tutti Claudio, lo sappiamo che doveva, e poteva finire tutto diversamente, ma ormai nel calcio, la gratitudine e il rispetto sono concetti purtroppo obsoleti. Buon compleanno Principino🎂⚽️🔥 @driibbling ✍🏼 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
🇮🇹Subire delle delusioni nella vita è un qualcosa che ti segna nell'animo, ma rialzarti ti fa diventare ancora più forte per affrontare il futuro. - Dalla delusione per essere stato scartato in maglia viola, ad esultare sotto la curva all'Olimpico di Roma, tutto nel giro di 3 anni. Nicolò Zaniolo è il più giovane giocatore a segnare almeno 2 gol in Serie A. Nicolò Zaniolo è il futuro del calcio italiano. 🐺♦️⚽️🔥 @driibbling ✍🏼 . . . Segui @driibbling ⬅️
🇮🇹C'è chi si sente "arrivato" appena esordisce in Serie A, chi in allenamento non dà il massimo perché pensa di essere un talento naturale, chi entra svogliato a partita in corso, o chi mette in piedi telenovele infinite per avere un aumento a fine mese. Poi c'è Patrick Cutrone, esempio sia per il ragazzo primavera, sia per il veterano arrivato a fine carriera. Ultimo a mollare sia in partita, sia in allenamento. Anche se entra in campo per 10', in quei pochi istanti di gara brucia il prato sotto i piedi, mangia gli avversari con gli occhi. Non è un caso che Gattuso se lo tenga così stretto, Patrick non è come gli altri. Solido fisicamente, intelligente nei movimenti, pratico nelle soluzioni. Spingere dentro il pallone anche senza badare all’estetica, anche torcendo il corpo in modo innaturale, pur di riuscirci è qualcosa di apparentemente non bello, ma efficacissimo. Grinta, determinazione, voglia di arrivare e fame di gol. Il futuro del Milan e della Nazionale è Patrick Cutrone 🔴⚫️⚽️🔥 @driibbling 🖋 . . . @driibbling ⬅️⚽️
🇪🇸Era il 2 Maggio del 2009, il Barcellona, dopo pochi giorni, sarebbe andato in scena al Santiago Bernabéu. Dallo scacchiere tattico dei blaugrana era facile notare come Henry ed Eto’o fossero schierati rispettivamente uno sulla sinistra l’altro sulla destra. Punta centrale? Leo Messi. O meglio "falso 9". Nella riunione tecnica prima della partita Guardiola chiamò nel suo ufficio Eto'o, Xavi, Henry e Messi. Da quel momento iniziò l'era d'oro di Guardiola a Barcellona: "Pep mi ha chiamato un giorno prima del Clasico e mi ha detto di raggiungerlo che doveva parlarmi. Mi disse che con il Real Madrid avrei cambiato posizione. Avevamo guardato tante partite con Tito e credevano che così li avremmo schiantati (Messi). "Titì tu giochi sulla sinistra, Samuel sulla destra. Leo farà la punta”. Il motivo? “Guardando le partite del Real Madrid, Pep ci disse che si era reso conto che nessuno era mai andato a pressare il numero nove di qualsiasi squadra, sottolineando così che avendo messi in quella posizione avremmo potuto fare male ai Blancos”. Risultato? “Beh credo parli da solo" conclude Xavi. Poi ancora Henry: “Non stavo bene prima della partita eppure ricordo che mi divertii moltissimo”. Autore di una doppietta ha aggiunto: “Il Real andò in confusione. É successo esattamente quello che ci aveva detto Guardiola”. Infine conclude Messi: “É stato qualcosa di nuovo, che ha portato vantaggi incredibili. É iniziata una nuova epoca sull’onda del Tiki Taka." . Dietro al famigerato falso 9 non c’è solo il voler posizionare uno dei calciatori più forti della storia più vicino la porta. Ma intuizione, estro, razionalità e tatticismo. 9 maggio 2009, il Barca vince 2-6 al Bernabeu, stacca a +7 il Real, mette in cassaforte la Liga, assieme a Copa del Rey e Champions League, vincendo, a fine stagione, la prima di Guardiola alla guida del Barça, un incredibile "Triplete". Da quel momento tra Spagna, Germania e Inghilterra saranno 24 i trofei vinti in carriera dal "Mago Catalano". Feliz Cumpleaños Pep. 🎂⚽️🔥 @driibbling 🖋 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
🇲🇱"Ci sono i giocatori che pensano a sé stessi. E poi c’è Keita, una delle cose più belle che mi sia potuta capitare a Barcellona." (Pep Guardiola) . Se dopo 14 trofei vinti in 4 anni da allenatore, uno come Pep Guardiola afferma che sei stata una delle cose più belle che gli siano mai capitate, qualcosa di speciale ce l'hai per forza. Questo è Seydou Keita, protagonista, seppur non sempre dal primo minuto, di una delle squadre più forti della storia del calcio, capace, insieme ai vari Messi, Eto'o Xavi, Iniesta, Puyol, a segnare l'epoca d'oro del Barcellona con cui centrò il "sextuplete" nel 2009 (unica squadra nella storia del calcio a riuscire in questa impresa). Uomo di fiducia di Pep, calciatore polivalente, primatista di presenze e di reti con la nazionale maliana. Centrocampista centrale, spesso usato alla Busquets da Guardiola, ma anche come interno, come esterno, come difensore centrale e addirittura, nei casi più estremi, anche come terzino. Proprio in quest'ultima posizione doveva giocare nella finale di Champions a Roma. Guardiola si fidava di lui, ma Seydou sapeva di non poter rendere al meglio in quella zona di campo: "Non sono egoista. Ho giocato i quarti di finale, la semifinale… in finale c’erano Dani Alves e Abidal squalificati, Henry e Iniesta che rientravano da un infortunio. Eravamo in tre per due posti a sinistra: mezzala e ala. Più il posto di Abidal squalificato. E rispetto ad Henry e Iniesta era più facile che giocassi io a terzino. Ma quando stai per giocare una finale di Champions League non puoi fare l’egoista. E se sbaglio una linea, sbaglio un fuorigioco e prendiamo un gol? Non potrei mai perdonarmi. Sono solo stato sincero con l’allenatore. Gli ho detto: la scelta spetta a te, ma se il Barcellona perde per colpa mia non potrei perdonarmelo. C’è un terzino sinistro, io do solo la mia opinione, poi sei tu che decidi". Quella partita la giocherà infatti Silvinho, Keita subentrò a partita in corso ad Henry, diventando campione d'Europa per la prima volta, passando inosservato a molti, ma risultando decisivo, come gli capitò spesso, anche grazie alla sua umiltà. In ritardo, auguri Seydou 🎂@driibbling 🖋⚽️🔥
🇵🇹 27 finali disputate in carriera . 20 vinte segnando 19 gol . 13 trofei diversi vinti tra Man Utd, Real Madrid, Portogallo e Juventus Sempre, incredibilmente decisivo, in Arabia Saudita, in Italia, in Spagna, in Inghilterra, nel mondo. Cristiano Ronaldo Dos Santos Aveiro, la macchina da guerra portoghese. ⚽️🔥 @driibbling 🖋 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
5 partite 5 vittorie 24 gol fatti 2 subiti. Lo Shark Team è tornato, più carico che mai, pronto a riprendersi il trono della Premier League. Il Liverpool è avvisato.🔵🦈 🇬🇧⚽️🔥 @driibbling 🖋 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
🇨🇿 È il 14 Ottobre 2006, ottava giornata del campionato inglese, il palcoscenico è il Madejski Stadium, si gioca Reading-Chelsea. I Blues, con in panchina Josè Mourinho, cercano di tenere il passo del Man Utd di Ferguson, vittorioso per 3-1 a Wigan. La partita inizia, passano appena 16 secondi di gara, lancio lungo dalle retrovie dei "Royals", che si perde nell'area avversaria del Chelsea, su cui si avventa Stephen Hunt, anticipato in presa bassa da Petr Cech. Ne esce uno scontro, a primo impatto, innocuo, ma il portiere dei Blues rimane a terra, ha perso conoscenza. Soccorsi affannosi, rianimazione sul campo, maschere a ossigeno, minuti interminabili d’angoscia, le barelle, le ambulanze, e il repentino trasporto al Royal Berkshire di Reading. Cech continua a soffrire, il ginocchio di Hunt gli ha sfondato il cranio, sopra la tempia destra. Una frattura che richiede l’intervento d’urgenza. Il Royal Berkshire non è attrezzato per l’alta neurochirurgia. Cech viene trasferito dunque a Oxford, al Radcliffe Infirmary, e operato poco prima della mezzanotte. Da lì il peggio sembra scampato, la situazione migliora, tanto che 10 giorni dopo lascia l'ospedale per continuare la riabilitazione a casa, tornando in campo 3 mesi dopo, contro il Liverpool, indossando il caschetto che da quel momento diventerà un vero e proprio simbolo del portierone ceco. Contro ogni pronostico, e contro ogni diagnosi medica, Cech continuò a giocare, scendendo in campo, ad alto livello, per i successivi 12 anni. Sì, perché dopo 20 anni di onorata carriera, a fine anno, attaccherà definitivamente l'elmetto e i guantoni al chiodo. Dall'esordio in Repubblica Ceca a 17 anni, per poi passare al Chelsea, con cui scrive la storia, vincendo un'incredibile Champions a Monaco di Baviera, anche, e soprattutto grazie alle sue parate, terminando, sempre a Londra, una carriera plurivincente con la maglia dell'Arsenal. Dopo 4 Premier League, 5 FA Cup, 1 Champions, 1 Europa League e 18 titoli complessivi, dà l'addio al calcio uno dei portieri più forti della storia, uno dei più vincenti al mondo: Petr Cech⚽️🔥 . . @driibbling 🖋
🇪🇸Sono bastati 14'. 14 minuti per realizzare di tornare a casa, ma con una maglia diversa, realizzare che nonostante il poco minutaggio a disposizione, non ne puoi sprecare nemmeno uno, realizzare che in 14 minuti puoi cambiare il tuo futuro. La vita spesso ti mette davanti a un bivio, puoi rimanere nell'ombra, non agire, aspettare, sperare che la volta dopo sia quella buona. Oppure puoi rischiare, prenderti le tue responsabilità, essere coraggioso, e cambiare il corso delle cose, perché la vita è fatta di momenti, di episodi, il futuro è la proiezione delle nostre azioni. L'orologio segna l'88', manca poco alla fine della partita. Risultato fermo sull'1-1, c'è una punizione dal limite. Un'occasione. In campo c'è Modric, sarà meglio dare a lui questo pallone, alla fine chi te lo fa di prenderti tutta questa responsabilità? E invece ecco l'opportunità che stavi aspettando, far vedere a tutti gli scettici quanto vali. Piazzi il pallone, conti i passi, l'arbitro fischia, tiro.. gol. 2-1. Hai saputo rischiare, con coraggio. Perché se dalle parti del Santiago Bernabeu si è dato inizio alla "refundación", tu puoi sicuramente farne parte. La vita lo ha messo alla prova, e lui, ha risposto presente. Daniel Ceballos Fernandez: Orgoglio, personalità e talento⚽️🔥 @driibbling 🖋 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
🇪🇸È stato il portiere di uno dei Barcellona più forti della storia, è stato simbolo di un'intera generazione, è stato campione del Mondo e campione d'Europa. In carriera ha vinto di tutto: 3 Champions League 6 Campionati Spagnoli 6 Supercoppe di Spagna 2 Coppe del Rey 2 Supercoppe Europee 2 Mondiali per Club . Tutto da assoluto protagonista. Dopo il ritiro, il bisogno di staccare dal mondo del calcio, di avere una vita "normale", lontano dai riflettori. Buon compleanno ad uno dei portieri più vincenti della storia del calcio. Auguri a Victor Valdes Arribas +3️⃣7️⃣🎂🔵🔴 @driibbling 🖋 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
🇦🇷 Il Camp Nou esplode, la palla finisce in rete, il portiere steso a terra, inerme davanti a tanta grandezza. Una corsa sotto la curva, l'abbraccio dei compagni, l'ennesimo segno della croce, l'ennesimo bacio all'indice destro, l'ennesimo sguardo al cielo con le braccia alzate, ad indicare e ringraziare nonna Clelia, che veglia sempre su di te. Per la 400esima volta in Liga, per la 575esima volta in carriera. Nessuno come lui. Sempre, infinitamente, meravigliosamente, Lionel. Andres. Messi. "El Dios del Fùtbol" ⚽️🔥 @driibbling 🖋 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
地點:Camp Nou
🇪🇸 Oggi a Wembley è sceso tra noi comuni mortali un extraterrestre. Ha chiuso la saracinesca, con lui in porta oggi non passava un pallone. Se il Man Utd oggi ha vinto nel tempio del calcio, e sogna il quarto posto, è soprattutto grazie a questo signore qua. Un fenomeno, uno dei portieri più forti al mondo. David De Gea Quintana, "The Wall"🔴🔱🔥 @driibbling 🖋 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
🇩🇰 Passare dalla fredda Middelfart, in Danimarca, a valere 225M il passo non è sicuramente breve. Lo sa benissimo Christian Eriksen, tutto è iniziato nella sua città natale dove a nemmeno 3 anni si trova già con un pallone tra i piedi, perché in casa sua il calcio era qualcosa di quotidiano, sia il padre, sia la sorella furono calciatori. Quando a 13 anni passa all'Odense è già un predestinato, da qui un salto alla gloriosa cantera dell'Ajax, dopo un giro di provini in tutta Europa con Chelsea, Milan e Barcellona. In Olanda esordisce sotto la guida di Frank De Boer a 17 anni, mettendo a referto in 4 anni 66 assist in poco più di 120 partite, praticamente ogni 2 match regalava almeno un gol alla sua squadra. Lascerà i lancieri di Amsterdam dopo un titolo nazionale conteso fino all'ultimo con il Psv, deciso proprio da un suo gol all'ultima giornata, per andare a 21 anni al Tottenham, che fa un affare acquistandolo per "soli" 13M. Abituarsi al ritmo frenetico della Premier non è mai semplice, a meno che non sei un fenomeno, e Christian ha classe da vendere. Esplode quando sulla panchina degli Spurs si siede Mauricio Pochettino, "Lo Sceriffo", che fa di Eriksen il perno, assieme a Kane e Alli, di un Tottenham che da 4 anni a questa parte sta stabilmente lottando per il titolo. Il suo ruolo in campo è libero, capace di svariare per tutta la trequarti d'attacco, servendo assist ma segnando anche gol, e che gol. Su punizione è uno dei migliori in Europa, e quando prende la mira dalla distanza quasi sempre fa centro, inserimento da vera mezz'ala, classe e intelligenza da vero trequartista. Come ovvio che sia, il talento non passa inosservato, Real Madrid, Barça e Man Utd gli hanno messo gli occhi addosso, ma il presidente Daniel Levy è stato chiaro: il prezzo è 225M£. Forse i top club si dovranno mettere il cuore in pace, il Tottenham vuole ancora veder brillare il suo diamante dalle parti di Londra. 💎🔥⚽️ @driibbling 🖋 . . . Segui @driibbling ⬅️⚽️
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